Voces in Schola: incontro con la scrittrice Simonetta Agnello Hornby


CASTELTERMINI – 03/05/2011 – Presso il Liceo Scientifico “Madre Teresa di Calcutta” di Casteltermini, questa mattina, alle ore 10.30 si è tenuto un incontro letterario tra la scrittrice siciliana (inglese per adozione) Simonetta Agnello Hornby e i giovani del liceo castelterminese. L’atrio della scuola, adibito ad aula conferenze, si presentava gremito e attento, affascinato dal parlare semplice e ammaliante della scrittrice.  ”Io giro sempre per le scuole – esordisce la Hornby – e lo faccio con piacere! Sia perchè siete il futuro, sia perchè fate le cose più belle!“. Avvocato dei minori per lavoro, scrittrice per passione, Simonetta Agnello Hornby (66 anni) vive tutt’oggi a Londra ed ha pubblicato sei romanzi, tra il 2002 e il 2011, l’ultimo dei quali prevalentemente autobiografico (n.d.r. “Un filo d’olio” , Sellerio – 2011) in cui racconta i ricordi di infanzia, attraverso le ricette di Nonna Maria. “Vivo la sicilia quotidianamente, perchè continuo a cucinare siciliana. Da li l’idea di racchiudere questi miei ricordi in un libro” afferma l’autrice palermitana, che ammette di sentirsi tanto siciliana, quanto inglese, anche se l’amore per la sua Palermo, di tanto in tanto, le rammenta, decisamente, le sue origini.

Dopo un interessante prologo della scrittrice, presentata da Ilaria Mongiovì, si sono esibiti alcuni giovani musicisti del liceo “Madre Teresa di Calcutta” (prima Ignazio Testasecca e Gianmarco Vaccaro, poi Marco Pellitteri), mentre altri alunni hanno letto spezzoni di alcuni romanzi della Hornby, tratti dal bestseller “La Mennulara” (Feltrinelli, Universale Economica, I Narratori – 2002) e dal penultimo sforzo letterario “La Monaca” (Feltrinelli, I Narratori -2010). Brani di formidabile intensità, che giungono al cuore e mostrano la sicilianità dell’autrice, pur non ostentando velleità stilistiche, spesso atte a snaturare l’essenza dell’arte letteraria.

Scrivere è un mestiere difficile, e nemmeno poi così bello. – afferma l’autrice – Fare l’avvocato è bellissimo, perchè rappresenti un solo cliente e cerchi di fargli vincere la causa. Scrivere, invece, dipende da un mondo, un numero considerevole di persone, a cui devi arrivare e farti conoscere… e apprezzare.” come dire, non è facile accontentare se stessi e tutti i lettori. “A volte lo scrittore cade nell’egoismo di scrivere ciò che pensa, non considerando che potrebbe non stare affatto bene nel romanzo. Una volta scrissi un capitolo dedicato interamente alla mia amata Palermo. Sapevo benissimo che era troppo, fuori contesto. Lo feci leggere al mio editore, chiedendogli di essere sincero. Lo tagliò per intero. Nel libro non vi fu traccia di quelle lunghe descrizioni. Non sempre i consigli editoriali sono atti a importi dei paletti per ‘vendere’. Spesso ti fanno accorgere di cose che non noti. E ti danno il coraggio di tagliare quello che non vorresti tagliare. Nessuno sa depennare i propri scritti.”

Rispondendo a numerose domande, da anche un consiglio per chi si accinge a divenire uno scrittore per hobby o professione: “Lavorate, lavorate, lavorate… e tagliate, tagliate, tagliate. Ogni tanto riposate. E quando c’è un ‘nodo creativo’, un blocco, sappiate che ci sono tanti altri lavori da fare: correggere gli errori, i tempi, revisionare i personaggi, cercare incongruenze. Nel frattempo tornerà il momento creativo e tornerete a scrivere. Non fermatevi mai alle prime difficoltà.”

Nel corso della mattinata sono stati conferiti i riconoscimenti per i due alunni dello scorso anno che hanno ottenuto la maturità con 100 e lode (n.d.r. Gaia Pellitteri e Tonino Perri).

Un incontro interessante, con un’autrice interessante. Per tutte le altre informazioni rimandiamo al suo profilo “Feltrinelli”.

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