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	<title>CastelArts - Il Portale Artistico della Compagnia del Nove &#187; Visioni Riflesse</title>
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		<title>Visioni Riflesse: Opera prima!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Burgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Visioni Riflesse]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrei presentare questa “rubrica” (non amo classificare le cose) con le sole parole circostanziali che si usano per qualsiasi tipo di iniziazione o origine di un qualcosa: questa rubrica parlerà di cinema, prendendo spunto dalle ultime uscite, dai grandi film passati e dalle uscite che verranno,con recensioni e spunti di riflessione su tematiche e pensieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-159" src="http://castelarts.lacompagniadelnove.it/home/wp-content/uploads/2009/12/Riflesso1-300x252.jpg" alt="Riflesso" width="288" height="196" />Potrei presentare questa “rubrica” (non amo classificare le cose) con le sole parole circostanziali che si usano per qualsiasi tipo di iniziazione o origine di un qualcosa: questa rubrica parlerà di cinema, prendendo spunto dalle ultime uscite, dai grandi film passati e dalle uscite che verranno,con recensioni e spunti di riflessione su tematiche e pensieri e bla bla bla… Potrei presentarla tranquillamente così, ma non lo farò.<span id="more-92"></span></p>
<p style="text-align: justify">In primo luogo perché a mio avviso il cinema non è l’unione di tanti film passati, presenti e futuri, quindi sarebbe riduttivo considerarlo solo come tale.<br />
In secondo luogo perché mi soffermerò in particolare sul nome della “rubrica” per spiegare il mio punto di vista su questo universo affascinante ma non così scontato e apparente come pensano in molti.<br />
“Visioni riflesse” riprende il mio rapporto con il cinema. Ogni film dimostra di avere una doppia immagine (una doppia traccia): la prima viene esplicitata nelle immagini (prima visione apparente) dove vedremo bellissime storie d’amore (Titanic), catastrofi naturali (The Day after tomorrow), omicidi terribili (Natural Born Killer), <img class="alignright size-thumbnail wp-image-153" src="http://castelarts.lacompagniadelnove.it/home/wp-content/uploads/2009/12/frankenstein-junior-di-mel-brooks1-150x150.jpg" alt="frankenstein-junior-di-mel-brooks" width="150" height="150" />commedie esilaranti (Frankestein Junior), thriller spiazzanti (Fight Club), dialoghi grotteschi (Pulp Fiction), potrei continuare a citare generi e relativi esempi per pagine intere, quello che voglio intendere per primo livello è la storia quindi la sua corrispettiva immagine e sonoro che colpisce lo spettatore più o meno interessato alla cinevisione.<br />
Voi vi chiederete a questo punto,  ma allora che vuol dire visioni riflesse?<br />
Arrivo al punto. Il cinema ha questa proprietà, forse spesso nascosta, di far attuare in noi un secondo livello, la cosidetta seconda immagine (o seconda “traccia”) che riflette la prima e viene interiorizzata e rielaborata da noi come uno specchio che tramuta immagine e suoni in emozioni pure.<br />
Esplicita dei valori che abbiamo dentro o mette in rilievo nostre anguste debolezze che riaffiorano solamente attraverso una scena o una battuta.<br />
Chi non ha riflettuto o si è emozionato guardando “La vita è bella”?<br />
Chi non è rimasto perplesso o impaurito analizzando i film di Lynch (la trilogia del sogno “Strade perdute, Mulholland Drive, Inland Empire)?<br />
Chi non è rimasto del tutto attratto e affascinato dai super effetti speciali che mette in campo il signor Spielberg?  E.T, Jurassik Park, Indiana Jones e citiamo pure l’ultimo capolavoro sceneggiato da Kubrick (ode al maestro) A.I. Intelligenza artificiale.<br />
Chi non ha sognato con il mondo fantastico di Tim Burton?</p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-155" src="http://castelarts.lacompagniadelnove.it/home/wp-content/uploads/2009/12/pulp-fiction-210x300.jpg" alt="pulp-fiction" width="210" height="300" />Chi non si è compiaciuto e nello stesso tempo disgustato nel vedere gli assassini spietati ma allo stesso tempo irriverenti e grotteschi dei film di Tarantino? (vedi le Iene e Pulp fiction dove l’obiettivo del regista e sorprendere lo spettatore con dialoghi e scene grottesche)<br />
Chi non si è soffermato a ridere sulla figura frenetica e esilarante di Woody Allen?<br />
Potrei continuare ancora con citazioni d’autore. Ma penso di essere stato chiaro.<br />
Il cinema, quanto meno la mia visione del cinema, è un qualcosa di sensoriale ed introspettivo. Non si ferma solo all’apparenza dell’immagine, ma vive appunto del suo specchio e della sua visione riflessa fatta di emozioni, percezioni, contraddizioni, paure, angosce e gioie. Il cinema accentua il nostro mondo interiore, l’immagine dello schermo viene riflessa nella nostra anima e se cogliamo questo frangente ne usciremo sicuramente rafforzati  capendo l’importanza dell’arte. Arte cinematografica, arte visiva, bagno sonoro ed emozionale.<br />
Nei prossimi interventi si parlerà di cinema passato presente e futuro sempre avendo come base quest’ottica che ho cercato di spiegare.<br />
Avrei piacere che l’interattività di cui tanto si parla funzioni davvero nel nostro caso. Esprimete la vostra opinione sul cinema, sui film da affrontare, sulle tematiche che vi colpiscono di questo mondo meraviglioso. Vorrei che sia uno scambio, parlatemi dei film &#8220;svolta&#8221;, quelli che vi hanno più colpito, analizziamoli assieme,parlatemi di personaggi e attori che vi hanno entusiasmato per alcune interpretazioni, parlatemi di registi, parlatemi del vostro cinema.<br />
Premetto per i prossimi interventi che penso a prescindere, che il cinema come ogni forma d’arte sia qualcosa di soggettivo, quindi se esalterò un film disprezzandone altri non ritenetevi offesi nell’essere ammiratori del film disprezzato, nella soggettività non ci sono realtà assolute.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“</em><em>Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio”</em><br />
Federico Fellini</p>
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